L'ospite Misterioso

Buonasera, o buongiorno, piaccia a voi uno dei due.

Come dite voi, o dico io, non importa, mi accingerò qui su due piedi a parlare di come io nacqui e dei giorni appresso. Oh! Cominciamo.

Nacqui col nome di mia madre, poiché mio padre, lui, non mi riconobbe subito. Sarà che non ci somigliavamo molto, ma ci mise un bel po’ di anni a riconoscermi e a darmi il suo cognome. Sarà stato quel pugno da ragazzo che presi nella piena faccia e mi storse il naso, che mi rimase così per tutta la vita.

Da ragazzo mi schifava la scuola e infatti preferivo di molto andarmene a teatro, ma non come spettatore, come attore. Mi piaceva fare ridere le persone, ed io, modestamente, facevo molto ridere.
Solo pochissimi anni dopo le mie prime recite prestai servizio come volontario nel regio esercito durante la grande guerra, e qui, più in caserma che nei campi di battaglia, conobbi un mondo spietato che odio ancora, fatto da chi subisce e da chi vuole fare subire. Perché è ancora così che il mondo sta diviso, e di uomini, quelli che si possono definire tali, ce ne sono vermente pochi.

Dunque, dove ero rimasto… Già, l’esercito… Tornato nella mia città ci rimasi per non troppo, il tempo che finalmente mio padre si decise a farmi figlio suo e sposò mia madre. Ci trasferimmo a Roma che ero giovanotto.

Grazie anche alle conoscenze di mio padre crebbe molto la mia popolarità fra spettacoli e comparsate teatrali, ma mi scocciava assai non pigliare un ghello da tutto il mio lavoro, uhè se non c’ero io, mica li facevano quei pienoni nelle sale! Non avevo manco i soldi per il tram. Non ne potevo più. Lo dissi al mio impresario (ma dico io, a che serve un impresario che non ti fa guadagnare un becco di un quattrino nemmeno a piangere) che in tutta risposta mi fece licenziare.

Vi taglio un po’ questo mio periodo un po’ triste, dove mancavano sempre i soldi ma non l’ispirazione e sulle scene avevo spunti per raccontare – facendo sempre ridere il pubblico – i due aspetti della vita che conoscevo bene: la fame e la povertà.
Qualche anno di attesa e al successo si accompagnarono denari e donne. Eh sì cari miei, le donne mi cadevano ai piedi, ed io, che sono sempre stato un Signore, con la Esse Maiuscola, le ho sempre raccolte tutte!

Mo’ me so’ scucciato, se mi volete sentire ancora potete guardare qualcuno dei miei film (e ne feci assai) oppure ascoltare qualcuna delle mie canzoni. Eh già, teatro, cinematografo, televisione, musica, non mi mancò niente in vita mia… Cari miei, vi saluto!

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