Primo Carnera
Oggi è l’anniversario della nascita di Primo Carnera, pugile italiano Nato a Sequals, provincia di Pordenone, il 26 Ottobre 1906. Alto due metri (c’è chi dice 1,97 e chi 2,06) per 120 Kg, per la sua epoca è stato un vero colosso.

Cresciuto nel suo piccolo paese in povertà, si trasferisce in Francia dagli zii ancora adolescente per necessità, per poi passare negli Stati Uniti e lì diventare un grande pugile.
Vincitore di innumerevoli incontri, il 29 giugno 1933 batte Jack Sharkey e conquista il titolo mondiale dei pesi massimi. Il primo campione del mondo italiano.
Voglio celebrare oggi non solo il suo grande successo come pugile e la sua grande forza che lo contraddistingueva, ma anche l’esempio di nobiltà d’animo, sensibilità, gentilezza come uomo che ha mostrato durante la sua vita e l’amore verso il suo paese natale, a cui è tornato nei suoi ultimi giorni di vita, ormai stanco e ammalato.

Voglio mostrarlo nelle parole della figlia Giovanna Maria Carnera, che lo descrive:
«Viaggiava moltissimo, quando era a casa la riempiva con le sue risate, con la sua tenerezza, con la sua gentilezza. Papà per me era tutto… Non ho mai visto mio padre arrabbiarsi»
E poi, raccontando di una cena in famiglia, mentre suo padre era a tavola con i suoi avversari (da notare che fra i commensali vi era Max Baer, che sconfisse Carnera togliendogli il titolo di campione mondiale):
«Una volta a cena c’erano mio padre, Max Baer, Sharkey, Dempsey… Erano come quattro fratelli, scherzavano tutti. Sul ring si davano i pugni, a casa mangiavano spaghetti»

Ma la più tenera descrizione dell’animo di Primo Carnera la possiamo trovare nelle dolci parole della figlia che scrisse il 29 giugno 2017 in un post della sua pagina facebook. Qui ve le riporto tradotte dall’inglese:

Papà carissimo – Cinquant’anni sono passati dall’ultima volta che ti ho tenuto la mano – stanca, debole, fragile – la stessa mano che trentaquattro anni prima in questa stessa data è statasollevata in gloria e vittoria quando hai vinto il campionato del mondo di boxe. Lasciarti andare è stato atrocemente difficile per me. Anche oggi avrei dato tutto quello che ho per sentire la tua dolcezza, la tua tenerezza e il tuo amore. Hai toccato così tante vite con la tua stessa straordinaria vita e sono così orgogliosa di poter dire che sono tua figlia e che la tua onestà, integrità e capacità di perdonare perfino quelli che ti hanno fatto più male sono state genuine e reali. Mi manchi ancora tanto e quel pezzo del mio cuore che è andato con te non sarà mai riempito. Sei ancora il mio eroe e ti amo forse più di quanto tu possa mai sapere.

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