La nostra prima reazione ad una affermazione

«La nostra prima reazione di fronte all’affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione. Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o un opinione tendiamo subito a pensare “è ingiusto”, “è stupido”, “è anormale”, “è irragionevole”, “è scorretto”, “non è gentile”. Molto di rado ci permettiamo di “capire” esattamente quale sia per lui il significato dell’affermazione.»

Questo è quello che diceva Carl Rogers, psicologo statunitense del secolo scorso, nel suo approccio incentrato sulla persona.
Ѐ più facile radicarsi nei propri preconcetti, nei propri giudizi, nelle proprie convinzioni, che sforzarsi per fare un passo verso l’altro. Certo, nelle situazioni di imminente pericolo è comoda un’esperienza pregressa che ci consente di intuire velocemente se la persona che ci sta di fronte può costituire una minaccia o meno, ma qui stiamo parlando di relazioni sociali quotidiane, dove non tutte le persone appartengono al clan rivale e vogliono ucciderci per il possesso del territorio…

Giriamola dall’altro verso: quante volte ci è capitato di non essere compresi, di essere sottoposti a giudizi, di non riuscire ad esprimere quello che volevamo… Lo sguardo delle persone su di noi… Mentre pensavamo: «no… Non è così… Se solo tu mi capissi…».

Un processo di ascolto dell’altro senza un’immediata svalutazione delle sue affermazioni deve partire inizialmente da noi stessi. Non possiamo non biasimare l’altro se prima non iniziamo ad ascoltare ed accettare noi stessi. Non è facile, ma accettare noi stessi è un primo passaggio per permetterci di potere comprendere l’altro.

 

Share This

Condivi con i tuoi amici!

Sentiti libero di condividere questo post sui Social Media!